Uncategorized

Lettera a quel topo da tastiera che genera odio

 

Caro topo da tastiera,

Come stai? Cosa hai ancora da dire dopo il terremoto? Hai dato sfogo a tutti i tuoi pensieri?

Sai, in questi giorni, spesso ti ho letto. Hai scritto che sarebbe opportuno che gli immigrati vivano nelle tendopoli e i terremotati negli alberghi. Allora ho riso, ho pensato al perché scrivessi scemenze simili. Una scemenza, sì, perché le tendopoli sono l’unico luogo in cui un terremotato può vivere, fatta eccezione per quelle strutture costruite secondo criteri antisismici. Un terremotato non può vivere in hotel, se soggetto a crollo (Hotel Roma Docet ).

Ma mi sono chiesta se ci fosse altro ed ho capito che si tratta di disinformazione.             Sai cosa è? In ambito giornalistico (vedi qui) si intende la diffusione intenzionale di notizie o informazioni inesatte o distorte allo scopo di influenzare le azioni e le scelte di qualcuno. Praticamente c’è chi, pur sapendo, distorce notizie e le diffonde, creando falsi miti che generano odio.

Sì, perché in questi giorni ho assistito a tanto odio che tu hai seminato. Odio virtuale, ma pur sempre odio. Odio furioso e gratuito, perché diffuso senza riceverne in cambio.

Invece di cercare di portare avanti una corsa alla solidarietà, hai prestato più attenzione a chi in quel contesto era estraneo, l’immigrato, criticandolo e augurandogli la morte.

Lo hai fatto, come ho detto, perché aizzato da chi così ti vuole, ma anche perché convinto dell’esistenza di un diverso. Un diverso che è ovviamente a te inferiore e che è il capro espiatorio di ogni tuo problema. Spesso hai detto che era colpa sua se avevi perso il lavoro o se eri costretto a pagare più tasse.

Ma anche se tu cerchi di impormi le tue convinzioni tramite articoli inqualificabili di fonti discutibili, mi dispiace, ma mai seguirò il tuo modo di pensare, che ovviamente si traduce anche in modo di agire. Io conosco e leggo anche te, ma soprattutto fonti accreditate che mi informano. Finchè il tuo interesse primario sarà informarti sulla pagina Facebook di un politicante, sarai disinformato e succube di quel personaggio pubblico che diffonde unicamente un certo tipo di informazioni quando lo crede opportuno.

Cambiare si può, smettere di nascondersi dietro ad una tastiera anche. E’ necessario che tu inizi a informarti da chi però possiede gli strumenti e fa il suo lavoro ottimamente. Vedrai che ti piacerà anche essere indipendente nella ricerca di informazioni e nella modalità di pensiero e azione.

Con affetto, una tua seguace a tempo perso.

 

Roberta Muri

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *