Anémic Cinéma

Rubrica “Anémic Cinéma” – A cura di Mariapia Fumarola

Irrazionale, impudico, irriverente, provocatorio, ipnotico.

Chi meglio di un film dada di Duchamp e Man Ray avrebbe potuto descrivere al meglio e con pochi aggettivi ciò che è il cinema?

Il titolo è una formula in cui il primo termine è l’anagramma del secondo, ma è ciò che è in grado di suscitare nello spettatore ad essere centrale. L’opera stordisce, fa nascere delle domande in chi guarda lo schermo. E in fondo non è ciò che ogni film degno di nota dovrebbe farci provare?

Sarà proprio questo il fil rouge nella scelta dei film di cui parleremo qui. Non con la pretesa di dare delle risposte universali, ma semplicemente con il piacere e l’onore di parlare della forma d’arte più potente del nostro secolo, dei film che la caratterizzano e di una storia d’amore con l’umanità lunga 120 anni.

Mulholland drive, la materia di cui è fatto il cinema di Fumarola Mariapia

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Nonostante il terzo millennio sia iniziato da appena sedici anni, la BBC pochi mesi fa ha chiamato all’appello ben 177 critici cinematografici, provenienti da tutte le parti del mondo, per decretare i migliori 100 film realizzati dal 2000 ad oggi. Il film che ne è uscito vincitore è Mulholland drive, di David Lynch, definito dallo stesso regista “una storia d’amore nella città dei sogni”. Infatti per tutto il film ci troviamo catapultati in una dimensione onirica, tra deliri psicotici, immagini memoriali e allucinatorie della protagonista, Diane, profondamente turbata dalla separazione dalla sua compagna, Camilla.

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Infinita letizia della mente candida di Fumarola Mariapia

se-mi-lasci6Le storie che ci vengono raccontate sono sempre le stesse. Anche la storia che ci sembra più originale in realtà affronta un tema già trattato, già raccontato da qualcun altro. Allora per quale motivo ci appassioniamo? Perché continuiamo ad ascoltare le stesse storie?

La risposta è semplice: è il modo in cui ci vengono raccontate che fa la differenza. Eternal sunshine of the spotless mind è l’esempio più evidente di ciò.

Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet) hanno avuto una relazione che non si è conclusa nel migliore dei modi e sono nella fase in cui qualcosa di molto forte ancora li lega, ma insieme non si riesce più a stare. Fin qui nulla di speciale. Ciò che però si inventa Charlie Kaufman, per farci notare come i sentimenti non spariscano alla fine di un rapporto, ha del genio.

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Sing Street, canto e incanto di Fumarola Mariapia

tumblr_static_5pmkp6ctiyw4w080oc0s4kgwkSiamo a Dublino, nel 1985. Il regista John Carney affida ad un ragazzino sedicenne il compito di spiegare in modo semplice e profondo la formula perfetta per superare i problemi, da quelli scolastici a quelli familiari: dedicare anima e corpo al proprio sogno.
Nel caso del protagonista Conor, detto Cosmo, è la musica a salvarlo. Crea una band per impressionare la problematica (e già impegnata) ragazza di cui si innamora, Raphina.
Il film si muove benissimo nelle sue canzoni scelte ad hoc per ogni fase che Cosmo passa con la sua band. Così ci ritroviamo ad ascoltare Rio dei Duran Duran, Gold degli Spandau Ballet, In between days dei Cure e quasi ci sentiamo nella stessa cameretta di Cosmo a immaginare amori, a sognare una partenza che cambi la nostra vita, mentre fuori le liti dei genitori mandano in frantumi il matrimonio.

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Xavier Dolan: Amare da morire di Fumarola Mariapia

Cattura(1)“Si ama la propria madre quasi senza saperlo, e non ci si accorge della profondità delle radici di questo amore se non al momento della separazione definitiva”. Con questa citazione di Guy de Maupassant, in apertura di J’ai tuè ma mère, veniamo scaraventati nell’universo narrativo (e in gran parte autobiografico per questo film) dell’enfant prodige Xavier Dolan. Il film, scritto, diretto, interpretato e prodotto dal regista appena ventenne nel 2009, è il suo esordio. Il protagonista è il sedicenne omosessuale Hubert, cresciuto dalla sola madre, che è costantemente colpevolizzata per non averlo amato abbastanza, oltre che all’oscuro dell’identità sessuale del figlio.

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Her – Amore e Distopia di Fumarola Mariapia

1Un giorno, parlando di Her di Spike Jonze con un’amica, ho ricevuto quella che poi avrei considerato la definizione più curiosa e forse più esatta che potessi sentire: “ho avuto paura, è il miglior horror che sia mai stato realizzato”. La mia prima reazione è stata banalmente quella di temere che stessimo parlando di due film differenti, in quanto con Her ci troviamo di fronte ad un sci-fi drama, ma procediamo con ordine.

Her racconta la storia di Theodore (Joaquin Phoenix) impiegato a Los Angeles presso un’azienda che si occupa di scrivere lettere per conto di altri.

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The Social Network di Fumarola Mariapia

jpg 1Uno schermo nero. Voci e rumori di stoviglie. In un pub un ragazzo e una ragazza chiacchierano. La conversazione che i due stanno avendo si rivelerà molto più significativa di quanto non sembri. Lui è Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg), lei la ragazza che sta per scaricarlo, Erika (Rooney Mara). Il motivo di questa scelta? Mark è uno stronzo.

Erika lo dirà, “You are probably going to be a very successful computer person. But you’re going to go through life thinking that girls don’t like you because you’re a nerd…

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GIRLS JUST WANNA HAVE FUN di Mariapia Fumarola

mariapia“Benvenuti nell’era dell’anti-innocenza: nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare”. Così faceva il suo esordio nel 1998 la serie ideata da Darren Star, basata sull’omonimo romanzo di Candace Bushnell, Sex and the city. La serie, lanciata dall’HBO, ebbe subito un ottimo numero di ascolti.

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