Cultura

Nascita di Clizia

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Clizia, portatrice di “nuovi” valori per Montale nel 1939, blog che denuncia le mancanze e propone alternative nel 2016.

Clizia è il nome che il poeta novecentesco Eugenio Montale utilizza per indicare nella raccolta Occasioni del 1939 i valori della Cultura. Clizia appare solo una volta, rappresentando un’occasione da non perdere, come riferisce il titolo dell’opera.

Abbiamo deciso di utilizzare questo nome perché ci proponiamo di informare, pensando che ogni aspetto della vita sociale sia riconducibile a un fatto culturale e che dunque la cultura sia il valore portante di ogni nostra azione.

Questo spazio virtuale, che è il blog, si presenta per noi come un percorso, qualcosa di mobile, partecipato, accessibile a tutti, e non statico, passivo e delimitato. Lo spazio che abbiamo a disposizione deve essere un campo in cui tutti noi dobbiamo prepararci all’occasione, al momento in cui Clizia, la Cultura, tornerà.                                                          

Vi starete chiedendo: perché Clizia deve tornare? Perché è un’occasione?                                  

Il ritorno di Clizia è necessario perché la sua assenza è compensata da Altro. Per Altro intendiamo comportamenti che non considerano la cultura come valore fondamentale della società civile in cui viviamo.

Perciò il blog vuole denunciare le mancanze, il vuoto di Clizia occupato da Altro, in modo tale da costruire l’Occasione  dell’incontro con Clizia, privi della convinzione che l’Altro sia la realtà ultima. Mentre Montale denunciava le conseguenze devastanti del consumismo, noi vogliamo indagare luoghi, idee, comportamenti che non tengono conto della importanza della Cultura e che sono riassumibili in due situazioni.

La prima prevede che ancora troppo spesso la cultura sia fine a se stessa e non sia utilizzata per migliorare lo stato delle cose. A tal proposito è utile ricordare le parole di Fichte, filosofo dell’Idealismo tedesco, il quale scrive ne “La missione del dotto” del 1800: “La tua missione non è il mero sapere, ma agire secondo il tuo sapere”. Dunque la conoscenza ha valore solo se subordinata all’azione, al tentativo di migliorare la società per un benessere collettivo.

La seconda, invece, è presente in quei luoghi in cui non vi è cultura e che sono oggetto di comportamenti e idee a beneficio di pochi e non della collettività.

D’altronde vivere di Cultura vuol dire avere molteplici prospettive, avere delle alternativa a sistemi di pensiero ritenuti indiscutibili. Quindi il nostro scopo è fornire gli strumenti che creino delle alternative valide in opposizione ai modelli attuali.

Cultura è sapere, è sistema di valori, è educazione, è mentalità!

 

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