2016,  2017,  2018,  triangolo estivo

La grandezza delle stelle

Notte. Nient’altro che cielo, stelle e un uomo ad osservarle. La bellezza del cielo notturno, senz’altra illuminazione, toglie il respiro. Quale sarà la stella più brillante? Quale quella che incanta di più?

Oh, ma è una gara tra divinità! ”.

Così possiamo immaginare il greco Ipparco, in una notte senza luna, con il naso all’insù, proprio come noi potremmo metterci su una spiaggia in una sera d’estate a contemplare le stelle.

Quante volte abbiamo provato a contarle? Che ardua impresa!

Nella nostra galassia (Via Lattea) ci sono all’incirca 250 miliardi di stelle – miliardo più, miliardo meno! – che costituiscono una delle galassie più grandi dell’universo conosciuto. Purtroppo di queste stelle ne vediamo “solo” qualche migliaio a occhio nudo, a causa della  diversa luminosità che hanno.

Il primo a tentare una classificazione della luminosità dei corpi celesti è stato proprio Ipparco di Nicea che, nel II secolo a.C, ne osservò circa mille. Ipparco credeva, come si pensava all’epoca, che le stelle fossero tutte alla stessa distanza dalla Terra; perciò lui si limitò semplicemente ad osservale ad una ad una e ad elencarle in ordine decrescente di luminosità in gruppi da 1 a 6. Quindi, per esempio, il corpo più brillante si diceva che avesse magnitudine 1, il secondo un po’ meno brillante magnitudine 2 e così via.

Finora abbiamo parlato di luminosità, da dove “esce” la magnitudine? Il termine “magnitudine” significa “grandezza (relativamente alle dimensioni)” e in astronomia viene utilizzato come misura convenzionale della luminosità dei corpi celesti. Semplice!

Nel tempo, il progresso della tecnologia ha reso possibile lo studio di oggetti invisibili all’occhio umano in passato, corpi molto lontani e/o poco luminosi, e perciò è stato necessario revisionare la definizione di magnitudine data da Ipparco: la scala non va più da 1 a 6, ma vengono introdotti valori maggiori di 6 (per corpi visibili solo con un telescopio) e anche valori negativi (per corpi molto luminosi). Ad esempio con questa classificazione il Sole ha magnitudine -26.8, la luna piena -12.6, Sirio -1.5, la stella più lontana visibile a occhio nudo +6, Plutone +13.

Questa revisione è stata eseguita negli ultimi secoli e alla nuova scala di grandezze si da il nome di magnitudine apparente. Apparente perché equivale alla luminosità delle stelle viste dalla Terra non tenendo conto della loro reale distanza da noi: una stella molto luminosa ma allo stesso tempo lontana avrebbe una magnitudine apparente più alta di una meno luminosa ma più vicina alla Terra.

Tuttavia l’ipotesi di Ipparco che le stelle fossero tutte equidistanti dalla Terra era sbagliata! Si definisce quindi la magnitudine assoluta. La magnitudine assoluta di una stella è la luminosità che avrebbe la stella se questa fosse posta a 10 pc (parsec) di distanza dal nostro pianeta, quindi non ci interessa più quanto sono lontani da noi i corpi celesti perché con una formula matematica (che non citiamo) siamo noi a portarli tutti alla stessa distanza!

Cerchiamo di capire cos’è il parsec: è un’unità di misura di lunghezza usata in astronomia per grandissime distanze: 1 pc equivale a circa 30 mila miliardi di chilometri. Per rendere l’idea, la distanza tra la Terra e il Sole è “solo” 150 milioni di chilometri.

Esistono diverse scale di magnitudine assoluta, quella più utilizzata è quella che pone Vega con magnitudine assoluta uguale a zero, con il resto delle stele che viene classificato relativamente ad essa: il Sole ha magnitudine assoluta 4.8, non è quindi così luminoso come ci appare! Vega è la stella alpha della costellazione della Lira, nell’emisfero Nord. Questa costellazione è visibile tutto l’anno, ma in particolare in estate è facile individuarla perchè fa parte del famoso Triangolo Estivo, un asterismo formato dalle costellazioni Aquila, Cigno e Lira.

 

Triangolo esitvo.png
Il Triangolo Estivo

 

Il concetto di magnitudine che vi abbiamo spiegato può sembrare complicato e laborioso, ma non non c’è da preoccuparsi: la classificazione spetta ad altri, a noi non resta che alzare gli occhi al cielo e sognare.

Guarda una stella e DeSidera!

 

Angela Urbani, Elisabetta D’Arcangeli

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