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Sui generi ̶s̶

Premessa: l’intenzione della rubrica è un viaggio senza meta definita, pertanto eventuali “cadute” di stile sono volute, seguendo quella famosa storia di “Forma e contenuto”, perché l’intenzione della rubrica è affrontare un viaggio piacevole e leggero. Per far fede all’ideale di leggerezza in questo viaggio nell’ideologico e nel contemporaneo sarà lasciato poco spazio alle prove scientifiche, volendo intenzionalmente stimolare il dialogo con gli eventuali lettori.

Cosa si intende per genere? Come riporta il vocabolario Treccani è un termine che comprende più specie o rappresenta loro tratti comuni. In linguistica italiana distinguiamo genere maschile e femminile nell’analisi grammaticale, mentre in altre lingue – vedi il latino – ne troviamo un terzo: genere neutro. Nelle scienze sociali il genere è inteso come termine che si riferisce alla gamma di caratteristiche inerenti ai concetti di mascolinità e femminilità però variabili a seconda del contesto storico-sociale.

Il sesso in biologia invece è il carattere che permette agli organismi viventi a riproduzione gamica di distinguere gli individui appartenenti alla stessa specie in generi differenti (ovviamente non si intende la parola “genere” come in tassonomia).       

Stringiamo il campo: parliamo di animali -> mammiferi -> uomo. Così il discorso ci riguarda direttamente ed evitiamo di dover ogni volta distinguere la caratterizzazione del sesso.

Caratterizzazione del sesso? Quando? Dove? Chi? Perché?

Ci sono tre “stadi”: determinazione del sesso genico (XY maschio, XX femmina) al momento stesso della fecondazione, nell’ampolla tubarica della donna da parte del chiamiamolo Caso e il perché solo lui lo sa. Da questa dipenderanno le altre due determinazioni del sesso: trattiamo il fisiologico tralasciando i vari scompensi patologici che non conducono a Roma. Determinazione del sesso gonadico alla sesta/settima settimana di vita intrauterina e infine espressione dei genitali esterni tra sesta e ventesima settimana di vita intrauterina. Dalla determinazione del sesso genico in poi ci sono anche dei perché che riguardano gradienti di molecole e processi vari, ma l’embriologia è ancora lì a studiare tutto e focalizzeremo, in questo momento, l’attenzione su altri significati.

Allora alla nascita del bimbo che succede? “Maschio e femmina Dio li creò” c’era scritto su un best-seller e così è: o nasci maschio o nasci femmina (è opportuno ribadire che stiamo escludendo l’ambito patologico, ma sappiamo che le patologie esistono) e da qui non si scappa, non si può e non si deve scappare.

E invece qualche mese fa una notiziona! Due genitori non vogliono dichiarare il sesso del nascituro (sì, avrei dovuto mettere gli asterischi oppure includere le varianti femminili, ma credo che alla fine fosse un bel maschietto e soprattutto credo e spero che nessuna persona intelligente si offenda per aver bypassato un proforma) affermando che sarà lui a scegliere. Scegliere cosa? Il sesso? Ma avevamo detto che lo sceglieva il signor Caso! Perché ora no? Semplice, perché due signori del Canada non hanno capito la differenza tra sesso ed orientamento sessuale, pensando che siano la stessa cosa. Li avrà confusi la definizione di genere nella sociologia? Maledette scienze umane!

Il punto è proprio questo: il sesso non possiamo cambiarlo ideologicamente (perché chirurgicamente e poi tramite ormoni per via esogena è possibile, ma sorvoliamo anche su questo) mentre ciò è possibile con l’orientamento sessuale. E qui ci si è divertiti un mondo: eterosessuale, omosessuale, ciuchinosessaule, metrosessuale, carotasessuale, bisessuale, shurikensessuale, pansessuale e chi più ne ha più ne metta.

Ma è giusto dire: “Che tu sia etero, bisessuale o gay// chi ti porti a letto non sono c***i miei” (cantava Kiave in un suo freestyle, dichiarando la sua apertura mentale) perché non voglio né posso decidere cosa piace alla gente tanto meno ci si dovrebbe immischiare nell’identità sessuale, non si deve cadere in errore nel pensare che anche il sesso sia qualcosa di opinabile. E’ qualcosa di scientifico e la scienza non è democratica con chi non ragion non usa.

 

Giuseppe Candita

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